Lettera aperta al Presidente della Repubblica sulle responsabilità di cittadini italiani che hanno preso parte allo sterminio di civili Palestinesi a Gaza
18 NOVEMBRE 2025
Al Signor Presidente della Repubblica Italiana
Prof. Sergio Mattarella
Palazzo del Quirinale – Roma
Signor Presidente,
noi sottoscritti, Giuristi e Avvocati per la Palestina (GAP), professionisti del diritto impegnati nella tutela dei diritti fondamentali del popolo palestinese, ci rivolgiamo a Lei nella Sua qualità di Capo dello Stato, garante della Costituzione e della fedeltà della Repubblica agli obblighi internazionali assunti dall’Italia.
1. I presupposti internazionali: ICJ, ICC e la qualificazione giuridica dei fatti di Gaza
È ormai patrimonio acquisito del dibattito giuridico internazionale che:
• dinanzi alla Corte Internazionale di Giustizia è pendente il procedimento Application of the Convention on the Prevention and Punishment of the Crime of Genocide in the Gaza Strip (South Africa v. Israel), nel quale la Corte, con le ordinanze sulle misure provvisorie del 26 gennaio 2024 e successivi ordini integrativi, ha ritenuto plausibile il rischio di violazioni dei diritti dei palestinesi di Gaza tutelati dalla Convenzione sul genocidio e ha ingiunto allo Stato di Israele di adottare tutte le misure in suo potere per prevenire atti riconducibili all’art. II della Convenzione (uccisioni, grave danno fisico o mentale, inflizione di condizioni di vita idonee a distruggere il gruppo, ecc.), nonché di consentire l’ingresso effettivo degli aiuti umanitari e prevenire l’incitamento al genocidio.
• la Corte Penale Internazionale, nell’ambito della Situation in the State of Palestine, a seguito di indagini su crimini commessi nei territori palestinesi occupati, ha emesso in data 21 novembre 2024 mandati di arresto nei confronti del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e dell’allora Ministro della Difesa Yoav Gallant, per crimini di guerra (tra cui l’uso della fame come metodo di guerra) e crimini contro l’umanità (omicidio, persecuzione ed altri atti inumani) connessi alle operazioni militari a Gaza successive al 7 ottobre 2023.
Tali sviluppi, quand’anche ancora lontani da una pronuncia definitiva nel merito, attestano che le azioni militari condotte da Israele sulla Striscia di Gaza dal 7 ottobre 2023 in poi non sono più un “semplice conflitto armato” ma oggetto di specifiche imputazioni di crimini internazionali gravissimi, tra cui il genocidio, sottoposte al vaglio delle giurisdizioni internazionali competenti.
2. Il richiamo del Suo discorso al Parlamento tedesco Palestina
Nel Suo recente discorso al Bundestag, il 16 novembre 2025, in occasione della “Giornata del lutto nazionale”, Lei ha richiamato con parole di straordinaria nettezza la centralità del diritto internazionale umanitario, affermando – fra l’altro – che:
«Nessuna “circostanza eccezionale” può giustificare l’ingiustificabile: i bombardamenti nelle aree abitate, l’uso cinico della fame contro le popolazioni, la violenza sessuale. La caduta della distinzione tra civili e combattenti colpisce al cuore lo stesso principio di umanità».
Lei ha inoltre ricordato che oggi, in luoghi come Kiev, la Striscia di Gaza e il Sudan, il volto della guerra è sempre più quello di civili – bambini, donne, anziani – colpiti indiscriminatamente, sottolineando che tali condotte «non possono rimanere ignorate e impunite».
Nel porre sullo stesso piano principi di diritto internazionale umanitario e dovere di repressione dell’impunità, il Suo intervento ha indicato con chiarezza il nesso fra:
• la tutela dei civili,
• il rifiuto di qualsiasi giustificazione “eccezionale” della barbarie,
• il dovere di punire i crimini più gravi di rilevanza internazionale.
È esattamente su questo terreno – quello del rifiuto dell’impunità – che questa Lettera Aperta intende collocarsi.
3. Oltre la “mistificazione della pace”: responsabilità, impunità, ruolo dell’Italia
Nel dibattito pubblico italiano ed europeo, come ben sottolineato anche in riflessioni dottrinali e intellettuali cui ci ispiriamo, la tragedia palestinese viene spesso “depoliticizzata”:
• si parla genericamente di “pace”, “cessate il fuoco”, “dialogo”,
• come se ci si trovasse alla fine di una guerra sfortunata, e non dentro la prosecuzione di un progetto coloniale e di una struttura di dominio che, da decenni, combina occupazione militare, apartheid, assedio permanente, espulsioni e frammentazione del popolo palestinese.
In questa prospettiva, la Palestina, non solo Gaza, non è un semplice “dossier”, ma una crisi strutturale dell’ordine internazionale, che mette a nudo:
• la compatibilità di fatto fra democrazie liberali e pratiche di apartheid e genocidio quando queste avvengono “altrove”;
• la tendenza delle potenze occidentali a rivendicare retoricamente i “diritti umani” mentre continuano a garantire impunità strutturale allo Stato di Israele, sul piano militare, politico, economico e tecnologico;
• il rischio di ridurre la “pace” a una operazione cosmetica che ricostruisce sulle rovine di Gaza senza affrontare la radice: il regime di supremazia, l’assedio, l’uso della fame come arma, la negazione del diritto al ritorno, l’annientamento fisico e sociale dei palestinesi, la tortura sistematica e disumana praticata nelle carceri israeliane sui palestinesi illegalmente detenuti, ivi compresi minorenni, lo stupro e la violenza sessuale.
In tale contesto, le parole da Lei pronunciate a Berlino – in particolare il rifiuto di qualunque “circostanza eccezionale” a giustificazione dei bombardamenti su aree abitate e dell’uso della fame come strumento di guerra – assumono, agli occhi della nostra Associazione, il valore di un impegno etico e giuridico che interpella direttamente anche l’ordinamento italiano.
4. Gli obblighi dell’Italia: Costituzione, Convenzione sul genocidio, legge n. 962/1967
L’Italia:
• ha ratificato la Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio del 1948;
• ha dato attuazione interna alla Convenzione con la legge 9 ottobre 1967, n. 962, che punisce il genocidio con pene fino all’ergastolo;
• è parte dello Statuto di Roma istitutivo della Corte Penale Internazionale e ne ha riconosciuto la giurisdizione.
Alla luce degli artt. 2, 3, 10 e 11 della Costituzione, la Repubblica:
• riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo,
• si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute,
• ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.
Ne discende che:
1 l’Italia non può limitarsi a una posizione di equidistanza politica o di “neutralità” morale rispetto a fatti qualificabili come genocidio o crimini contro l’umanità;
2 essa ha il dovere non solo di non concorrere a tali crimini (ad esempio tramite forniture militari, cooperazione tecnologica e di intelligence, copertura diplomatica), ma anche di prevenirli e reprimerli, ove coinvolgano soggetti sottoposti alla sua giurisdizione.
In particolare, la legge n. 962/1967 incrimina il genocidio quale crimine autonomo, perseguibile anche quando commesso da cittadini italiani all’estero, in coerenza con i principi di tutela universale dei beni giuridici fondamentali dell’umanità.
5. Cittadini italiani con passaporto israeliano coinvolti nelle operazioni a Gaza
Alla luce delle informazioni circolate sulla stampa internazionale e nazionale – che documentano l’arruolamento, o il richiamo in servizio, di persone con doppia cittadinanza (fra cui quella italiana) nelle Forze di Difesa Israeliane (IDF) dopo il 7 ottobre 2023 – appare ragionevole ritenere che:
• alcuni cittadini italiani titolari anche di passaporto israeliano abbiano preso parte, in varie forme, alle operazioni militari nella Striscia di Gaza;
• tali operazioni siano state caratterizzate – come riconosciuto dalle stesse giurisdizioni internazionali – da bombardamenti su aree densamente abitate, distruzione sistematica di infrastrutture civili, impedimento deliberato all’accesso di cibo, acqua e farmaci, uccisione indiscriminata di decine di migliaia di civili e ferimento di centinaia di migliaia di persone, tortura degli ostaggi, stupri e violenze sessuali, in condizioni che possono rientrare nella fattispecie di crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio.
Alla luce della legge n. 962/1967 e dei principi generali del nostro ordinamento penale, appare quindi doveroso domandarsi se e in quali termini:
• la partecipazione di tali cittadini italiani alle operazioni militari di Gaza possa integrare forme di responsabilità penale individuale per genocidio e altri crimini internazionali,
• e renda conseguentemente necessario l’avvio di indagini penali da parte delle competenti Procure della Repubblica.
6. La nostra richiesta al Presidente della Repubblica
Muovendo da queste premesse, Le chiediamo rispettosamente:
1 se Lei non ritenga doveroso, alla luce delle Sue stesse parole pronunciate al Parlamento tedesco e delle acquisizioni della giustizia internazionale su Gaza, che la Repubblica Italiana:
◦ ribadisca pubblicamente che nessuna “circostanza eccezionale” può giustificare l’ingiustificabile quando esso si concretizza in bombardamenti di civili, uso della fame come arma di guerra, distruzione sistematica di infrastrutture essenziali, deportazioni e pratiche assimilabili al genocidio;
◦ affermi con chiarezza che tali condotte, se poste in essere o agevolate da cittadini italiani, non possono restare né ignorate né impunite.
2 se Lei non ritenga necessario, nell’ambito delle Sue prerogative costituzionali e nel pieno rispetto dell’autonomia della magistratura, richiamare formalmente il Governo e il Parlamento:
◦ alla piena attuazione degli obblighi derivanti dalla Convenzione sul genocidio, dalla legge n. 962/1967 e dallo Statuto di Roma;
◦ alla necessità di assicurare alla magistratura tutti gli strumenti informativi e cooperativi utili ad accertare l’eventuale coinvolgimento di cittadini italiani nelle operazioni militari di Gaza dopo il 7 ottobre 2023.
3 se Lei non ritenga opportuno sollecitare, anche attraverso pubblici messaggi o comunicazioni formali ai Ministri competenti (Giustizia, Esteri, Difesa, Interno), che:
◦ siano raccolti e trasmessi alle competenti Procure della Repubblica i dati relativi ai cittadini italiani (anche doppi cittadini italo-israeliani) che abbiano prestato servizio militare nelle IDF nelle operazioni successive al 7 ottobre 2023;
◦ sia assicurata la massima cooperazione dell’Italia con la Corte Penale Internazionale, anche in vista dell’esecuzione di eventuali richieste probatorie e della valutazione di possibili procedimenti interni complementari, secondo il principio di complementarità previsto dallo Statuto di Roma.
7. Conclusione
Signor Presidente,
la Palestina, e in particolare la devastazione di Gaza, è divenuta – come molti hanno lucidamente osservato – una lente d’ingrandimento sulle contraddizioni dell’ordine globale: tra proclamata centralità dei diritti umani e pratica dell’impunità, tra retorica della pace e normalizzazione del genocidio, tra “mai più” e il ritorno ciclico della violenza contro interi popoli.
Nel Suo discorso a Berlino Lei ha ricordato che:
• la guerra di aggressione è un crimine;
• colpire i civili e affamarli non può restare impunito;
• il multilateralismo e le istituzioni internazionali – fra cui la Corte Penale Internazionale – sono strumenti essenziali per opporre la forza del diritto alla pretesa di un “diritto della forza”.
Noi Le chiediamo di proseguire e rafforzare questa linea di coerenza, affinché l’Italia:
• non sia complice, neppure indiretta, dell’impunità di crimini che la stessa comunità internazionale qualifica come crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio;
• assuma fino in fondo la responsabilità di verificare se propri cittadini, titolari anche di passaporto israeliano, abbiano partecipato alle azioni di sterminio della popolazione civile di Gaza e, in caso positivo, di assicurare che rispondano dei loro atti davanti alla giustizia.
Certi della Sua attenzione e del Suo costante impegno a tutela dei principi costituzionali e del diritto internazionale, Le porgiamo i nostri più deferenti saluti.
Roma, 18 novembre 2025
Giuristi e Avvocati per la Palestina – GAP
1 Alessia Aragona
2 Michela Arricale
3 Stefano Andrade Fajardo
4 Antonio Andreozzi
5 Fabio Benati
6 Vainer Burani
7 Roberto Brizio
8 Nadia Buso
9 Margherita Cantelli
10 Michele Carducci
11 Francesca Capuozzo
12 Mirco Consorte
13 Emanuele D’Amico
14 Benedetto Vittorio De Maio
15 Lorenza Della Pepa
16 Luca Di Gloria
17 Ornella Fiore
18 Luigi Galloni
19 Fausto Gianelli
20 Ugo Giannangeli
21 Claudio Giangiacomo
22 Nicola Giudice
23 Muna Khorzom
24 Daniele Labbato
25 Enrico Lattanzi
26 Fabio Marcelli
27 Ugo Mattei
28 Marco Ugo Melano
29 Liana Nesta
30 Luigi Paccione
31 Gilberto Pagani
32 Barbara Passanisi
33 Fernando Petrivelli
34 Michela Poletti
35 Emanuele Ricchetti
36 Luca Saltalamacchia
37 Adriano Sollai
38 Barbara Spinelli
39 Luisa Taranzano
40 Daniela Torro
41 Silvia Ughetto
42 Gianluca Vitale
43 Luca Vuolo
44 Eugenio Zaniboni
Open Letter to the President of the Republic on the Responsibility of Italian Citizens Who Took Part in the Extermination of Palestinian Civilians in Gaza
18 November 2025
To the President of the Italian Republic
Prof. Sergio Mattarella
Palazzo del Quirinale – Rome
Mr. President,
We, the undersigned, Jurists and Lawyers for Palestine (GAP), legal professionals committed to the protection of the fundamental rights of the Palestinian people, address You in Your capacity as Head of State, guarantor of the Constitution, and guarantor of the Republic’s compliance with the international obligations undertaken by Italy.
1. The international premises: ICJ, ICC and the legal qualification of the events in Gaza
It is now widely acknowledged within international legal debate that:
• Before the International Court of Justice, the case Application of the Convention on the Prevention and Punishment of the Crime of Genocide in the Gaza Strip (South Africa v. Israel) is pending, in which the Court, through the provisional measures orders of 26 January 2024 and subsequent supplementary orders, found plausible the risk of violations of the rights of the Palestinians in Gaza protected by the Genocide Convention, and ordered the State of Israel to take all measures within its power to prevent acts falling under Article II of the Convention (killings, serious bodily or mental harm, infliction of conditions of life calculated to bring about the physical destruction of the group, etc.), as well as to allow effective entry of humanitarian aid and to prevent incitement to genocide.
• The International Criminal Court, within the Situation in the State of Palestine, following investigations into crimes committed in the occupied Palestinian territories, issued on 21 November 2024 arrest warrants against the Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu and then–Minister of Defence Yoav Gallant for war crimes (including the use of starvation as a method of warfare) and crimes against humanity (murder, persecution and other inhumane acts) connected to the military operations in Gaza after 7 October 2023.
These developments—although still far from a final judgment on the merits—demonstrate that the military actions conducted by Israel in the Gaza Strip since 7 October 2023 are no longer a “mere armed conflict” but are the subject of specific allegations of the gravest international crimes, including genocide, under the scrutiny of the competent international jurisdictions.
2. Your reference to Palestine in Your speech before the German Parliament
In Your recent speech before the Bundestag on 16 November 2025, on the occasion of the “National Day of Mourning”, You recalled with extraordinary clarity the centrality of international humanitarian law, stating, among other things, that:
“No ‘exceptional circumstance’ can justify the unjustifiable: the bombings of inhabited areas, the cynical use of hunger against populations, sexual violence. The collapse of the distinction between civilians and combatants strikes at the very heart of the principle of humanity.”
You further recalled that today, in places such as Kyiv, the Gaza Strip and Sudan, the face of war is increasingly that of civilians—children, women, the elderly—struck indiscriminately, stressing that such conduct “cannot remain ignored and unpunished.”
By placing on the same plane the principles of international humanitarian law and the duty to repress impunity, Your speech clearly identified the link between:
• the protection of civilians,
• the rejection of any “exceptional” justification of barbarity,
• the duty to punish the most serious crimes of international concern.
It is precisely on this ground—the rejection of impunity—that this Open Letter situates itself.
3. Beyond the “mystification of peace”: responsibility, impunity, Italy’s role
In Italian and European public debate—well highlighted also in scholarly and intellectual analyses that inspire us—the Palestinian tragedy is often depoliticised:
• one speaks generically of “peace”, “ceasefire”, “dialogue”,
• as if we were witnessing the end of an unfortunate war, rather than the continuation of a colonial project and a structure of domination that for decades has combined military occupation, apartheid, permanent siege, expulsions and fragmentation of the Palestinian people.
From this perspective, Palestine—not only Gaza—is not a mere “dossier”, but a structural crisis of the international order, exposing:
• the de facto compatibility between liberal democracies and practices of apartheid and genocide when they occur “elsewhere”;
• the tendency of Western powers to rhetorically champion “human rights” while continuing to guarantee structural impunity to the State of Israel—militarily, politically, economically and technologically;
• the risk of reducing “peace” to a cosmetic operation that rebuilds on the ruins of Gaza without addressing the root causes: the regime of supremacy, the siege, the use of hunger as a weapon, the denial of the right of return, the physical and social annihilation of Palestinians, and the systematic and inhumane torture practiced in Israeli prisons on illegally detained Palestinians, including minors, as well as rape and sexual violence.
In this context, the words You pronounced in Berlin—particularly the rejection of any “exceptional circumstance” justifying the bombing of inhabited areas and the use of hunger as a weapon of war—take on, in the eyes of our Association, the value of an ethical and legal commitment that directly concerns the Italian legal order.
4. Italy’s obligations: Constitution, Genocide Convention, Law No. 962/1967
Italy:
• ratified the 1948 Convention on the Prevention and Punishment of the Crime of Genocide;
• implemented the Convention domestically through Law No. 962 of 9 October 1967, which punishes genocide with sentences up to life imprisonment;
• is a State Party to the Rome Statute of the International Criminal Court and has recognised its jurisdiction.
Under Articles 2, 3, 10 and 11 of the Constitution, the Republic:
• recognises and guarantees the inviolable rights of the person,
• conforms to the generally recognised norms of international law,
• repudiates war as an instrument of offence against the freedom of other peoples and as a means of settling international disputes.
It follows that:
1. Italy cannot confine itself to a politically “equidistant” or morally neutral position regarding events that may amount to genocide or crimes against humanity;
2. it has the duty not only not to contribute to such crimes (e.g., through military supplies, technological or intelligence cooperation, diplomatic cover), but also to prevent and repress them where they involve individuals subject to its jurisdiction.
In particular, Law No. 962/1967 criminalises genocide as an autonomous offence, prosecutable even when committed abroad by Italian citizens, in line with the principles of universal protection of the fundamental legal interests of humanity.
5. Italian citizens with Israeli passports involved in the operations in Gaza
In light of information circulating in international and national media—documenting the enlistment or recall to service of persons with dual citizenship (including Italian) into the Israel Defense Forces (IDF) after 7 October 2023—it is reasonable to assume that:
• some Italian citizens, also holding Israeli passports, have taken part, in various forms, in the military operations in the Gaza Strip;
• such operations were characterised—as recognised by international jurisdictions—by bombings of densely populated areas, systematic destruction of civilian infrastructure, deliberate obstruction of access to food, water and medicine, indiscriminate killing of tens of thousands of civilians and injury to hundreds of thousands, torture of hostages, and rape and sexual violence, in circumstances that may fall within the categories of war crimes, crimes against humanity, and genocide.
In light of Law No. 962/1967 and the general principles of our criminal system, it is therefore necessary to ask whether and to what extent:
• the participation of such Italian citizens in the military operations in Gaza may constitute forms of individual criminal responsibility for genocide and other international crimes,
• and consequently necessitate the initiation of criminal investigations by the competent Public Prosecutors’ Offices.
6. Our request to the President of the Republic
Based on these premises, we respectfully ask You:
1. whether You deem it necessary, in light of Your own words before the German Parliament and of the findings of international justice concerning Gaza, that the Italian Republic:
• publicly reiterate that no “exceptional circumstance” can justify the unjustifiable when it takes the form of the bombing of civilians, the use of starvation as a weapon of war, the systematic destruction of essential infrastructure, deportations and practices akin to genocide;
• clearly affirm that such conduct, if carried out or facilitated by Italian citizens, cannot remain ignored or unpunished.
2. whether You deem it necessary, within Your constitutional prerogatives and in full respect for the autonomy of the judiciary, to formally remind the Government and Parliament:
• of the full implementation of the obligations arising from the Genocide Convention, Law No. 962/1967 and the Rome Statute;
• of the need to provide the judiciary with all useful informational and cooperative tools to ascertain the possible involvement of Italian citizens in military operations in Gaza after 7 October 2023.
3. whether You consider it appropriate to solicit—also through public messages or formal communications to the competent Ministers (Justice, Foreign Affairs, Defence, Interior)—that:
• data concerning Italian citizens (including dual Italian-Israeli nationals) who served in the IDF in the operations after 7 October 2023 be collected and transmitted to the competent Public Prosecutors’ Offices;
• Italy ensure maximum cooperation with the International Criminal Court, including for the execution of any evidentiary requests and for the assessment of possible complementary domestic proceedings, in accordance with the principle of complementarity under the Rome Statute.
7. Conclusion
Mr. President,
Palestine—and in particular the devastation of Gaza—has become, as many have lucidly observed, a magnifying lens on the contradictions of the global order: between proclaimed centrality of human rights and the practice of impunity; between rhetoric of peace and the normalisation of genocide; between “never again” and the cyclical return of violence against entire peoples.
In Your speech in Berlin, You recalled that:
• war of aggression is a crime;
• targeting and starving civilians cannot go unpunished;
• multilateralism and international institutions—including the International Criminal Court—are essential instruments for opposing the force of law to the claim of a “law of force.”
We ask You to continue and strengthen this line of coherence, so that Italy:
• is not complicit, even indirectly, in the impunity of crimes that the international community itself qualifies as war crimes, crimes against humanity and genocide;
• fully assumes the responsibility of verifying whether its own citizens, also holding Israeli passports, have participated in the extermination of the civilian population of Gaza and, if so, ensures that they answer for their acts before justice.
Confident in Your attention and Your constant commitment to the protection of constitutional principles and international law, we extend our most respectful greetings.
Rome, 18 November 2025
Jurists and Lawyers for Palestine – GAP
Carta abierta al Presidente de la República sobre la responsabilidad de ciudadanos italianos que han participado en el exterminio de civiles palestinos en Gaza
18 de noviembre de 2025
Al Señor Presidente de la República Italiana
Prof. Sergio Mattarella
Palacio del Quirinal – Roma
Señor Presidente:
Nosotros, los abajo firmantes, Juristas y Abogados por Palestina (GAP), profesionales del derecho comprometidos con la tutela de los derechos fundamentales del pueblo palestino, nos dirigimos a Usted en su calidad de Jefe del Estado, garante de la Constitución y de la fidelidad de la República a las obligaciones internacionales asumidas por Italia.
1. Los presupuestos internacionales: CIJ, CPI y la calificación jurídica de los hechos en Gaza
Es ya un punto consolidado en el debate jurídico internacional que:
• Ante la Corte Internacional de Justicia, está pendiente el procedimiento Application of the Convention on the Prevention and Punishment of the Crime of Genocide in the Gaza Strip (South Africa v. Israel), en el cual la Corte, mediante las órdenes de medidas provisionales del 26 de enero de 2024 y posteriores órdenes complementarias, consideró plausible el riesgo de violaciones de los derechos de los palestinos de Gaza protegidos por la Convención sobre el Genocidio y ordenó al Estado de Israel adoptar todas las medidas a su alcance para prevenir actos contemplados en el artículo II de la Convención (asesinatos, daños físicos o mentales graves, imposición de condiciones de vida destinadas a destruir al grupo, etc.), así como permitir la entrada efectiva de ayuda humanitaria y prevenir la incitación al genocidio.
• La Corte Penal Internacional, en el marco de la Situation in the State of Palestine, tras investigaciones sobre crímenes cometidos en los territorios palestinos ocupados, emitió el 21 de noviembre de 2024 órdenes de arresto contra el Primer Ministro israelí Benjamin Netanyahu y el entonces Ministro de Defensa Yoav Gallant por crímenes de guerra (entre ellos el uso del hambre como método de guerra) y crímenes de lesa humanidad (asesinato, persecución y otros actos inhumanos) relacionados con las operaciones militares en Gaza después del 7 de octubre de 2023.
Estos desarrollos —aunque aún lejos de una sentencia definitiva sobre el fondo—atestiguan que las acciones militares llevadas a cabo por Israel en la Franja de Gaza desde el 7 de octubre de 2023 ya no constituyen un “simple conflicto armado”, sino que son objeto de imputaciones específicas de los más graves crímenes internacionales, incluido el genocidio, sometidas al examen de las jurisdicciones internacionales competentes.
2. Su referencia a Palestina en Su discurso ante el Parlamento alemán
En su reciente discurso ante el Bundestag, el 16 de noviembre de 2025, con ocasión del “Día Nacional de Duelo”, Usted recordó con palabras de extraordinaria firmeza la centralidad del derecho internacional humanitario, afirmando —entre otras cosas— que:
“Ninguna ‘circunstancia excepcional’ puede justificar lo injustificable: los bombardeos en zonas habitadas, el uso cínico del hambre contra las poblaciones, la violencia sexual. La caída de la distinción entre civiles y combatientes hiere en su corazón mismo el principio de humanidad.”
Usted recordó además que hoy, en lugares como Kiev, la Franja de Gaza y Sudán, el rostro de la guerra es cada vez más el de civiles —niños, mujeres, ancianos— alcanzados indiscriminadamente, subrayando que tales conductas “no pueden permanecer ignoradas ni impunes”.
Al situar en un mismo plano los principios del derecho internacional humanitario y el deber de reprimir la impunidad, su intervención señaló con claridad el vínculo entre:
• la protección de la población civil,
• el rechazo de cualquier justificación “excepcional” de la barbarie,
• el deber de castigar los crímenes más graves de relevancia internacional.
Es precisamente en este terreno —el rechazo de la impunidad— donde esta Carta Abierta pretende situarse.
3. Más allá de la “mistificación de la paz”: responsabilidad, impunidad y el papel de Italia
En el debate público italiano y europeo —como han destacado también análisis doctrinales e intelectuales que nos inspiran— la tragedia palestina se encuentra a menudo despolitizada:
• se habla genéricamente de “paz”, “alto el fuego”, “diálogo”,
• como si se estuviera ante el final de una guerra desafortunada y no ante la continuación de un proyecto colonial y una estructura de dominación que, desde hace décadas, combina ocupación militar, apartheid, asedio permanente, expulsiones y fragmentación del pueblo palestino.
Desde esta perspectiva, Palestina —no solo Gaza— no es un simple “expediente”, sino una crisis estructural del orden internacional, que pone al descubierto:
• la compatibilidad de facto entre democracias liberales y prácticas de apartheid y genocidio cuando estas se producen “en otros lugares”;
• la tendencia de las potencias occidentales a reivindicar retóricamente los “derechos humanos” mientras continúan garantizando una impunidad estructural al Estado de Israel, en los planos militar, político, económico y tecnológico;
• el riesgo de reducir la “paz” a una operación cosmética que reconstruye sobre las ruinas de Gaza sin afrontar la raíz: el régimen de supremacía, el asedio, el uso del hambre como arma, la negación del derecho al retorno, la aniquilación física y social de los palestinos, y la tortura sistemática e inhumana practicada en las cárceles israelíes contra palestinos detenidos ilegalmente, incluidos menores, así como la violación y la violencia sexual.
En este contexto, las palabras pronunciadas por Usted en Berlín —en particular el rechazo de cualquier “circunstancia excepcional” que pretenda justificar los bombardeos de zonas habitadas y el uso del hambre como arma de guerra— adquieren, a los ojos de nuestra Asociación, el valor de un compromiso ético y jurídico que interpela directamente al ordenamiento italiano.
4. Las obligaciones de Italia: Constitución, Convención sobre el Genocidio, Ley n.º 962/1967
Italia:
• ha ratificado la Convención de 1948 para la prevención y sanción del delito de genocidio;
• ha incorporado la Convención en su ordenamiento mediante la Ley 962 del 9 de octubre de 1967, que castiga el genocidio con penas de hasta cadena perpetua;
• es parte del Estatuto de Roma que establece la Corte Penal Internacional y ha reconocido su jurisdicción.
A la luz de los artículos 2, 3, 10 y 11 de la Constitución, la República:
• reconoce y garantiza los derechos inviolables de la persona,
• se conforma a las normas del derecho internacional generalmente reconocidas,
• repudia la guerra como instrumento de agresión contra la libertad de otros pueblos y como medio de resolución de controversias internacionales.
De ello se desprende que:
1. Italia no puede limitarse a una posición de equidistancia política o de “neutralidad” moral respecto a hechos calificables como genocidio o crímenes de lesa humanidad;
2. tiene el deber no solo de no concurrir a tales crímenes (por ejemplo mediante suministros militares, cooperación tecnológica y de inteligencia, cobertura diplomática), sino también de prevenirlos y reprimirlos cuando afecten a personas sometidas a su jurisdicción.
En particular, la Ley 962/1967 tipifica el genocidio como delito autónomo, perseguible incluso cuando es cometido en el extranjero por ciudadanos italianos, en coherencia con los principios de tutela universal de los bienes jurídicos fundamentales de la humanidad.
5. Ciudadanos italianos con pasaporte israelí implicados en las operaciones en Gaza
A la luz de la información difundida en la prensa internacional y nacional —que documenta el reclutamiento o la convocatoria de personas con doble nacionalidad (incluida la italiana) en las Fuerzas de Defensa de Israel (FDI) después del 7 de octubre de 2023— resulta razonable considerar que:
• algunos ciudadanos italianos, también titulares de pasaporte israelí, han participado, de diversas formas, en las operaciones militares en la Franja de Gaza;
• dichas operaciones se caracterizaron —como reconocen las propias jurisdicciones internacionales— por bombardeos sobre zonas densamente pobladas, destrucción sistemática de infraestructuras civiles, obstrucción deliberada del acceso a alimentos, agua y medicinas, asesinato indiscriminado de decenas de miles de civiles y heridas a cientos de miles de personas, tortura de rehenes, violaciones y violencia sexual, en condiciones que pueden encuadrarse en las categorías de crímenes de guerra, crímenes de lesa humanidad y genocidio.
A la luz de la Ley 962/1967 y de los principios generales de nuestro ordenamiento penal, resulta por tanto necesario preguntarse si y en qué términos:
• la participación de tales ciudadanos italianos en las operaciones militares en Gaza puede constituir formas de responsabilidad penal individual por genocidio y otros crímenes internacionales,
• y si ello hace necesario el inicio de investigaciones por parte de las Fiscalías competentes de la República.
6. Nuestra solicitud al Presidente de la República
A partir de estas premisas, le solicitamos respetuosamente:
1. si no considera Usted necesario, a la luz de Sus propias palabras pronunciadas en el Parlamento alemán y de las conclusiones de la justicia internacional sobre Gaza, que la República Italiana:
• reafirme públicamente que ninguna “circunstancia excepcional” puede justificar lo injustificable cuando este consiste en bombardeos contra civiles, uso del hambre como arma de guerra, destrucción sistemática de infraestructuras esenciales, deportaciones y prácticas asimilables al genocidio;
• afirme con claridad que tales conductas, si son realizadas o facilitadas por ciudadanos italianos, no pueden permanecer ignoradas ni impunes.
2. si no considera necesario, en el ámbito de Sus prerrogativas constitucionales y con pleno respeto de la autonomía del Poder Judicial, recordar formalmente al Gobierno y al Parlamento:
• la plena aplicación de las obligaciones derivadas de la Convención sobre el Genocidio, de la Ley 962/1967 y del Estatuto de Roma;
• la necesidad de poner a disposición de la magistratura toda la información y cooperación útiles para verificar la eventual participación de ciudadanos italianos en las operaciones militares en Gaza después del 7 de octubre de 2023.
3. si no considera oportuno instar, también mediante mensajes públicos o comunicaciones formales a los Ministros competentes (Justicia, Asuntos Exteriores, Defensa, Interior), a que:
• se recopilen y transmitan a las Fiscalías competentes los datos relativos a los ciudadanos italianos (también los de doble nacionalidad italo-israelí) que hayan prestado servicio militar en las FDI en las operaciones posteriores al 7 de octubre de 2023;
• Italia asegure la máxima cooperación con la Corte Penal Internacional, también con vistas a la ejecución de eventuales solicitudes de prueba y a la valoración de posibles procedimientos internos complementarios, de conformidad con el principio de complementariedad previsto en el Estatuto de Roma.
7. Conclusión
Señor Presidente:
Palestina —y en particular la devastación de Gaza— se ha convertido, como muchos han observado con lucidez, en una lente de aumento de las contradicciones del orden mundial: entre la proclamada centralidad de los derechos humanos y la práctica de la impunidad; entre la retórica de la paz y la normalización del genocidio; entre el “nunca más” y el retorno cíclico de la violencia contra pueblos enteros.
En su discurso en Berlín, Usted recordó que:
• la guerra de agresión es un crimen;
• atacar y someter a hambre a la población civil no puede quedar impune;
• el multilateralismo y las instituciones internacionales —entre ellas la Corte Penal Internacional— son instrumentos esenciales para oponer la fuerza del derecho a la pretensión de un “derecho de la fuerza”.
Le solicitamos que prosiga y refuerce esta línea de coherencia, para que Italia:
• no sea cómplice, ni siquiera indirectamente, de la impunidad de crímenes que la propia comunidad internacional califica como crímenes de guerra, crímenes de lesa humanidad y genocidio;
• asuma plenamente la responsabilidad de verificar si sus propios ciudadanos, también titulares de pasaporte israelí, han participado en las acciones de exterminio de la población civil de Gaza y, en caso afirmativo, garantice que respondan de sus actos ante la justicia.
Confiados en Su atención y en Su constante compromiso con la tutela de los principios constitucionales y del derecho internacional, le enviamos nuestros más respetuosos saludos.
Roma, 18 de noviembre de 2025
Juristas y Abogados por Palestina – GAP
الترجمة إلى العربية
رسالة مفتوحة إلى رئيس الجمهورية بشأن مسؤولية المواطنين الإيطاليين الذين شاركوا في إبادة المدنيين الفلسطينيين في غزة
18 نوفمبر 2025
إلى فخامة رئيس الجمهورية الإيطالية
الأستاذ سيرجيو ماتّاريلا
قصر الكويرينالي – روما
فخامة الرئيس،
نحن الموقّعين أدناه، “حقوقيون ومحامون من أجل فلسطين (GAP)”، متخصصون في المجال القانوني وملتزمون بالدفاع عن الحقوق الأساسية للشعب الفلسطيني، نتوجّه إليكم بصفتكم رئيس الدولة، وضامن الدستور، وحارس وفاء الجمهورية لالتزاماتها الدولية.
1. الأسس الدولية: محكمة العدل الدولية، المحكمة الجنائية الدولية، والتوصيف القانوني للأحداث في غزة
أصبح من المسلّم به في النقاش القانوني الدولي أنّ:
• أمام محكمة العدل الدولية لا يزال منظورًا الإجراء المتعلق بـ تطبيق اتفاقية منع جريمة الإبادة والمعاقبة عليها في قطاع غزة (جنوب أفريقيا ضد إسرائيل)، حيث اعتبرت المحكمة—من خلال أوامرها بشأن التدابير المؤقتة في 26 يناير 2024 وما تلاها—أن هناك خطراً plausibile من وقوع انتهاكات لحقوق الفلسطينيين المحمية بموجب اتفاقية الإبادة، وأمرت إسرائيل باتخاذ جميع التدابير المتاحة لمنع الأفعال الواردة في المادة الثانية من الاتفاقية (القتل، إلحاق الأذى البدني أو النفسي الجسيم، فرض ظروف معيشية تهدف إلى تدمير الجماعة، إلخ)، إضافة إلى السماح الفعّال بدخول المساعدات الإنسانية ومنع التحريض على الإبادة.
• وفي المحكمة الجنائية الدولية، وفي سياق الوضع في دولة فلسطين، أصدرت المحكمة في 21 نوفمبر 2024 مذكرات توقيف بحق رئيس الوزراء الإسرائيلي بنيامين نتنياهو ووزير الدفاع آنذاك يوآف غالانت، بتهم تتعلق بجرائم حرب (منها استخدام التجويع كسلاح حرب) وجرائم ضد الإنسانية (القتل، الاضطهاد، وأفعال لا إنسانية أخرى) في العمليات العسكرية في غزة بعد 7 أكتوبر 2023.
تشهد هذه التطورات—حتى وإن لم تصل بعد إلى أحكام نهائية—على أن العمليات العسكرية التي نفذتها إسرائيل في غزة منذ 7 أكتوبر 2023 لم تعد مجرد “نزاع مسلح”، بل باتت محلّ اتهامات بارتكاب أخطر الجرائم الدولية، بما فيها جريمة الإبادة الجماعية، ويجري النظر فيها أمام الهيئات القضائية الدولية المختصة.
2. إشارتكم إلى فلسطين في خطابكم أمام البرلمان الألماني
في خطابكم الأخير أمام البوندستاغ بتاريخ 16 نوفمبر 2025 بمناسبة “يوم الحداد الوطني”، أكّدتم بعبارات حازمة على مركزية القانون الدولي الإنساني، وصرّحتم بأن:
“لا يمكن لأي ظرف استثنائي أن يبرّر ما لا يُبرَّر: قصف المناطق المأهولة، الاستخدام اللاإنساني للتجويع ضد السكان، العنف الجنسي. إن سقوط التمييز بين المدنيين والمقاتلين يجرح المبدأ الإنساني في جوهره.”
وذكّرتم بأن وجه الحروب اليوم في كييف وغزة والسودان أصبح أكثر فأكثر وجه المدنيين — الأطفال والنساء والمسنّين — الذين يتعرضون للقتل دون تمييز، وأن مثل هذه الأفعال “لا يمكن أن تبقى متجاهلة أو بلا عقاب”.
لقد أبرز خطابكم العلاقة بين:
• حماية السكان المدنيين،
• رفض أي تبرير “استثنائي” للهمجية،
• واجب معاقبة الجرائم الدولية الجسيمة.
وعلى هذا الأساس بالذات—رفض الإفلات من العقاب—تتموضع رسالتنا هذه.
3. ما بعد «أسطورة السلام»: المسؤولية، الإفلات من العقاب، ودور إيطاليا
تُجرّد المأساة الفلسطينية في كثير من الأحيان من سياقها السياسي، ويجري الحديث عنها بعبارات عامة: “السلام”، “وقف إطلاق النار”، “الحوار”، وكأن الأمر يتعلق بنهاية حرب مؤسفة، وليس بمشروع استعماري وبنية قمعية ممتدة تجمع منذ عقود بين الاحتلال العسكري، الفصل العنصري، الحصار الدائم، الطرد، وتفكيك الشعب الفلسطيني.
ومن هذا المنظور، فإن فلسطين—وليس غزة فقط—ليست “ملفاً” عابراً، بل أزمة بنيوية في النظام الدولي تكشف:
• التوافق الفعلي بين الديمقراطيات الليبرالية وممارسات الفصل العنصري والإبادة عندما تقع “في أماكن أخرى”،
• ميل القوى الغربية إلى رفع شعارات “حقوق الإنسان” بينما تضمن عملياً لإسرائيل إفلاتاً هيكلياً من العقاب،
• خطر اختزال “السلام” في عملية تجميلية تعيد بناء غزة فوق أنقاضها من دون معالجة الجذور: نظام التفوق، الحصار، استخدام التجويع كسلاح، إنكار حق العودة، الإبادة الجسدية والاجتماعية، والتعذيب والمعاملة اللاإنسانية في السجون الإسرائيلية، بما يشمل الاعتقال غير القانوني للأطفال، والاغتصاب والعنف الجنسي.
وعليه، فإن كلماتكم في برلين—خصوصاً رفضكم لأي “ظرف استثنائي” يبرّر القصف أو التجويع—تُعدّ التزاماً أخلاقياً وقانونياً يخاطب النظام القانوني الإيطالي بشكل مباشر.
4. التزامات إيطاليا: الدستور، اتفاقية الإبادة، القانون 962/1967
إن إيطاليا:
• صادقت على اتفاقية منع جريمة الإبادة والمعاقبة عليها لعام 1948؛
• أدرجت الاتفاقية في نظامها الداخلي عبر القانون رقم 962 لسنة 1967 الذي يعاقب على جريمة الإبادة بالسجن المؤبد؛
• وهي طرف في نظام روما الأساسي للمحكمة الجنائية الدولية.
وبموجب المواد 2 و3 و10 و11 من الدستور الإيطالي، تلتزم الجمهورية بـ:
• احترام الحقوق غير القابلة للمساس،
• التقيّد بالقانون الدولي،
• رفض الحرب كأداة اعتداء،
• حماية حرية الشعوب.
من ذلك يتبيّن أن:
1. إيطاليا لا تستطيع اتخاذ موقف “حياد” أخلاقي أو سياسي تجاه وقائع يمكن توصيفها كإبادة أو جرائم ضد الإنسانية؛
2. وهي ملزمة قانوناً بعدم المشاركة في مثل هذه الجرائم بأي شكل (التسليح، التكنولوجيا، الاستخبارات، الدعم الدبلوماسي)، وبمنعها وقمعها عندما يتورّط فيها أشخاص خاضعون لولايتها.
وينص القانون 962/1967 صراحة على إمكانية ملاحقة جريمة الإبادة حتى إن ارتُكِبت في الخارج من قبل مواطنين إيطاليين.
5. مواطنون إيطاليون يحملون جواز سفر إسرائيلي شاركوا في العمليات في غزة
تشير تقارير الصحافة الدولية والإيطالية إلى استدعاء أو تجنيد أشخاص من مزدوجي الجنسية (ومنهم إيطاليون) في صفوف جيش الاحتلال الإسرائيلي بعد 7 أكتوبر 2023.
وبالتالي يُحتمل أن:
• بعض المواطنين الإيطاليين الذين يحملون أيضاً جواز سفر إسرائيلي قد شاركوا—بأشكال مختلفة—في عمليات غزة؛
• وهي عمليات تميّزت، وفق توصيف الهيئات الدولية نفسها، بـ:
• قصف مناطق مكتظة،
• تدمير منهجي للبنى التحتية المدنية،
• منع متعمّد للغذاء والماء والدواء،
• قتل عشرات آلاف المدنيين وجرح مئات الآلاف،
• التعذيب،
• الاغتصاب والعنف الجنسي.
وهذه أفعال تندرج ضمن جرائم الحرب والجرائم ضد الإنسانية والإبادة.
بناءً عليه، يصبح من الضروري التساؤل عمّا إذا كانت:
• مشاركة هؤلاء المواطنين تشكّل مسؤولية جنائية فردية،
• وما إذا كان ينبغي فتح تحقيقات من قبل النيابات المختصة.
6. طلبنا إلى رئيس الجمهورية
نلتمس من فخامتكم:
1. التأكيد علناً، انسجاماً مع خطابكم في البرلمان الألماني، بأن لا ظرف استثنائياً يبرّر ما لا يُبرَّر: قصف المدنيين، التجويع، التدمير المنهجي، الترحيل، والممارسات التي ترقى إلى الإبادة؛
2. التأكيد أن أفعالاً كهذه—إذا ارتكبها أو ساعد عليها مواطنون إيطاليون—لا يمكن أن تبقى دون محاسبة؛
3. تذكير الحكومة والبرلمان رسمياً بوجوب التطبيق الكامل:
• لاتفاقية الإبادة،
• للقانون 962/1967،
• لنظام روما الأساسي؛
4. دعوة الوزراء المختصين إلى:
• جمع وتقديم المعلومات إلى النيابات بشأن المواطنين الإيطاليين (بما فيهم مزدوجو الجنسية الإيطالية–الإسرائيلية) الذين خدموا في العمليات العسكرية بعد 7 أكتوبر 2023؛
• ضمان التعاون الكامل مع المحكمة الجنائية الدولية.
7. الخلاصة
فخامة الرئيس،
لقد أصبحت فلسطين—وغزة على وجه الخصوص—مرآة تكشف تناقضات النظام العالمي: بين الحديث عن حقوق الإنسان وممارسة الإفلات من العقاب، بين خطاب السلام وتطبيع الإبادة، بين “لن يتكرر أبداً” وعودة العنف ضد شعوب بأكملها.
وفي خطابكم في برلين، أكّدتم أنّ:
• الحرب العدوانية جريمة،
• مهاجمة المدنيين وتجويعهم لا يمكن أن يفلت من العقاب،
• وأن القانون الدولي والمؤسسات متعددة الأطراف—ومنها المحكمة الجنائية الدولية—ضرورية لإعلاء قوة القانون فوق “قانون القوة”.
نطلب منكم المضي في هذا النهج، بحيث:
• لا تكون إيطاليا متواطئة، ولو بشكل غير مباشر، في إفلات مرتكبي جرائم الحرب والجرائم ضد الإنسانية والإبادة من العقاب؛
• وتتحمّل مسؤوليتها الكاملة في التحقق مما إذا كان بعض مواطنيها قد شاركوا في عمليات الإبادة في غزة، وضمان محاسبتهم عند الاقتضاء.
مع فائق الاحترام والتقدير،
روما، 18 نوفمبر 2025
حقوقيون ومحامون من أجل فلسطين – GAP



